Passeggiate romane
E se Silvio coccolasse Walter per isolare Max?
I bene informati raccontano che tra i tanti motivi per cui Silvio Berlusconi vuole legittimare Walter Veltroni come leader dell’opposizione ce n’è uno che finora non è venuto allo scoperto. Il presidente del Consiglio, dicono, è convinto che “l’offensiva della simpatia” nei confronti del segretario del Partito democratico paghi perché indebolisce Massimo D’Alema.

In questa fase Francesco Rutelli sta alquanto defilato. L’ex leader della Margherita non ha ancora digerito del tutto la sconfitta romana che lui imputa agli ex diessini. Nonostante il malumore, Rutelli non ha alcuna intenzione di portare la guerra in casa di Walter Veltroni. Anzi. L’ex numero uno della Margherita ritiene che indebolire il segretario del Partito democratico equivalga a rafforzare Massimo D’Alema. E Rutelli non è in rapporti di amicizia con l’ex ministro degli Esteri.
I bene informati raccontano che tra i tanti motivi per cui Silvio Berlusconi vuole legittimare Walter Veltroni come leader dell’opposizione ce n’è uno che finora non è venuto allo scoperto. Il presidente del Consiglio, dicono, è convinto che “l’offensiva della simpatia” nei confronti del segretario del Partito democratico paghi perché indebolisce Massimo D’Alema. E di D’Alema, ha spiegato ai suoi il premier, lui non si fida. Non tanto per i precedenti che hanno costellato il loro rapporto, piuttosto perché Berlusconi è convinto che l’ex ministro degli Esteri sia ancora in grado di produrre giochi politici e di palazzo che possono destabilizzare il governo.
I bene informati raccontano che tra i tanti motivi per cui Silvio Berlusconi vuole legittimare Walter Veltroni come leader dell’opposizione ce n’è uno che finora non è venuto allo scoperto. Il presidente del Consiglio, dicono, è convinto che “l’offensiva della simpatia” nei confronti del segretario del Partito democratico paghi perché indebolisce Massimo D’Alema. E di D’Alema, ha spiegato ai suoi il premier, lui non si fida. Non tanto per i precedenti che hanno costellato il loro rapporto, piuttosto perché Berlusconi è convinto che l’ex ministro degli Esteri sia ancora in grado di produrre giochi politici e di palazzo che possono destabilizzare il governo.